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Enzo Schillizzi
Ritratto di Enzo Schillizzi con il cappello chiaro
Enzo Schillizzi · 1955 — 2009

La vita

1955 — 2009 · San Costantino Albanese

Enzo Schillizzi nasce nel 1955 a San Costantino Albanese, un piccolo paese arbëresh in provincia di Potenza, sulle pendici del Pollino. In casa sono otto fratelli.

Il seminario e l’Accademia

A undici anni lo mandano in seminario, al monastero di Santa Maria Odigitria a San Basile, in Calabria. Gli studi classici li completa all’Abbazia greca di San Nilo, a Grottaferrata. La mano per il disegno si vede presto, e lo porta all’Accademia di Belle Arti di Castrovillari. Ricevuto il diploma, lo strappa: le regole dell’accademia non fanno per lui.

La casa in alto

Torna a San Costantino e si stabilisce nella casa paterna, dove resterà solo quando i fratelli si trasferiscono e i genitori se ne vanno. Il suo laboratorio è il piano terra di quella casa, nella parte alta del paese. Dagli anni Settanta la pittura diventa la sua occupazione di sempre. Suona la chitarra, legge i classici, scrive racconti e poesie, traduce canzoni dall’inglese e dall’italiano in arbëresh.

«Io vivo soprattutto respirando»

Così risponde a chi gli chiede come si guadagni da vivere. Non cerca mostre né mercato. I quadri li regala, o li dà per pochi soldi, a volte per un piatto caldo, secondo l’umore del momento. Dipinge su cartoncini e foglietti di ogni formato, e con quello che ha sotto mano: anche il vino e il caffè. Per questo, si è scritto, «non vi è casa a San Costantino che non conserva un dipinto di Enzo».

Enzo Schillizzi seduto a tavola, sorridente; alle spalle un ritratto di donna in costume
A tavola, sorridente; alle spalle, un ritratto di donna in costume.

Come un racconto popolare

Nei suoi quadri c’è il paese: i riti, le vedute, la vita nei campi, i Nusazit, i pupazzi pirotecnici della festa patronale. Ci sono i briganti della Basilicata dopo l’Unità, i ritratti di familiari e conoscenti, le nature morte, gli angeli con la chitarra. E le riletture dei grandi, da Velázquez a Picasso.

Lavora con tutto: inchiostro, matita, carboncino, pastello, acquerello, tempera e olio, il legno dei bassorilievi. Dalla fine degli anni Novanta dipinge anche sui muri, sulle facciate e dentro le case, a San Costantino, a San Giorgio Lucano, a Senise. Da giovane guarda a un realismo antico e popolare; poi il segno si fa più sintetico, e i motivi religiosi ed ermetici si alternano a quelli di tutti i giorni.

Enzo Schillizzi alza la mano accanto a un suonatore di zampogna, durante una festa
Alla festa, accanto a un suonatore di zampogna.

Luglio 2009

Enzo muore nel luglio del 2009. Il Comune promuove subito una ricerca per documentare il suo lavoro: la famiglia e gli amici aiutano a ritrovare i quadri, i proprietari aprono le case per farli fotografare. Nel 2010 esce il primo catalogo. Il resto lo custodisce il paese, una casa alla volta.

Enzo Schillizzi seduto in piazza con il cappello chiaro, tra la gente
In piazza, con il cappello chiaro.
«Io vivo soprattutto respirando.»
Enzo Schillizzi
Un uomo dorme sui gradini di una chiesa, gli scarponi in primo piano.

L’opera più amata

«Il quadro che raffigura un barbone sdraiato sui gradini di una chiesa rimane per me l’opera più bella e significativa del Maestro.»
Renato Iannibelli, Francavilla Informa, 28 settembre 2015

Dalle sue mani

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